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Eolico

Come si prende l'energia dal vento?

L'energia cinetica del vento si può sfruttare direttamente come energia meccanica (in questo caso si sfrutta il movimento di pale che azionano frantoi o altro) o come energia elettrica trasformando l'energia meccanica ricavata dal vento tramite un alternatore.
In pratica l'aria passa tra le pale, che hanno una specifica forma, creando una differenza di pressione tra la parte anteriore e quella posteriore e mettendole in movimento.
Il rendimento della conversione è piuttosto elevato, ma tuttavia visti i costi considerevoli degli impianti e la mancanza di una forma incentivante, rendono l'investimento vantaggioso solo per determinate condizioni di ventosità.

Uno sguardo più approfondito sull'energia eolica

L' energia eolica è l'energia posseduta dal vento ed è legata al movimento di masse d'aria che si spostano da aree ad alta pressione atmosferica verso aree adiacenti di bassa pressione.
Solo da pochi decenni l'energia eolica viene utilizzata per produrre elettricità: i moderni mulini a vento sono chiamati aerogeneratori. Il principio di funzionamento degli aerogeneratori è lo stesso dei mulini a vento: il vento che spinge le pale. Tuttavia nel caso degli aerogeneratori il movimento di rotazione delle pale viene trasmesso ad un generatore che produce elettricità.

Minieolico

Il settore del minieolico va considerato in modo distinto da quello eolico tradizionale, sia per il diverso impatto ambientale, sia per le potenze erogate ma anche per il costo a kWh prodotto.
Infatti se il costo degli impianti realizzati con aerogeneratori di 800-2000 kilowatt è compreso tra 900 e 1200 euro per kW di potenza installata, gli impianti che utilizzano macchine di piccola taglia (minieolico) costano circa 1500-2500 euro per kW di potenza installata a causa del minor sviluppo del mercato.

Ci sono due tipologie differenti di impianti minieolici:

  • a pale verticali (ad asse)
  • a pale orizzontali (ad asse)

Gli impianti ad asse verticale o convenzionale, sono i più classici, i mulini a vento furono i primi impianti minieolici, che trasformavano l'energia del vento in energia meccanica che serviva ad azionare le pale dei granai.
Sono dotati di una "deriva" che rende orientabile l'asse dell'impianto in modo avere le pale sempre ortogonali alla direzione prevalente del vento, l'unica che assicura la massima captazione energetica.
Gli impianti ad asse orizzontale invece non hanno bisogno di un orientamento particolare, sono in grado di mantenere regimi ventosi turbolenti (con variazione di portata e direzione) e mutevoli captando il vento a 360°. Hanno dimensioni ridotte e anche dal punto di vista estetico sono poco invasivi; per questi motivi sono ottimi per le installazioni anche nel contesto cittadino.
Si possono installare su tetti terrazzi o su strutture di sostegno appositamente dimensionate, quali tralicci o torri strallate ed è fondamentale la scelta del sito adatto, con i venti dominanti e le condizioni di rugosità.
Indicativamente le dimensioni delle pale di un impianto minieolico sono dal mezzo metro di diametro a salire.
Solitamente si tratta di individuare una area di esposizione ai venti dominanti dell'area geografica in questione e installare la turbina (sia essa convenzionale o ad asse verticale). Grazie all'utilizzo di miniturbine eoliche, molto piccole, moderne e silenziose, specifiche per l'utilizzo urbano, è possibile sfruttare l'energia eolica anche per produzione domestica o meglio in distretti agricoli.
Il settore dell'eolico di piccola taglia va considerato in modo distinto rispetto a quello dei grandi aerogeneratori, sia dal punto di vista tecnico sia economico ed applicativo, che dal punto di vista dell'impatto sull'ambiente.

minieolico
pale eoliche
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